
Ormai sembra che la data 11 sia sinonimo di tristezza, tragedia, morte...ma viverlo in prima persona vi assicuro che da un sapore più forte alla realtà.
Vorrei cominciare questo breve racconto, che spero non vi rattristerà oltremodo, dall'10 dicembre e da una decisone presa: "domani mattina non esco, finiso di scrivere il PW, e magari vado all'IIC giusto il pomeriggio per fare lezione". Mai decisone fu piu saggia.
Martedi mattina il risveglio é come al solito difficile, ma alle 9e30 riesco ad aprire gli occhi in maniera cosciente sul mondo. 10 minuti dopo un botto scuote la tranquillità dell'Ambasciata Italiana. Ovvio che il primo pensiero sia quello di attentato, ad Algeri statisticamente piu probabile di una fuga di gas. Mi precipito fuori dalla mia stanza (che sarebbe più opportuno definire loculo) per chiedere lumi ai militari. I lumi sono purtroppo quelli che temevo. Si precipitano fuori a fare il loro mestiere
Trascorrono 20 minuti di dubbi, angoscie e paure: dove é successo, cosa é successo, e la gente che conosco dov'é? 20 minuti dopo lo stesso militare di prima é di ritorno: "é scoppiata una bomba vicino la corte suprema e il consiglio costituzionale a Ben Aknoun e un altra in un bus di studenti a Hydra". Paura e sollievo.
Ben Aknoun é un quartiere adiacente a quello dove si trova l'Ambasciata d'Italia, sede di tante istituzioni giuridiche e della facolta di diritto. Ci passo quasi ogni giorno da li; anche piu volte al giorno. Una mia carissima amica studia proprio in quella università. Hydra é un elegante quartire sede di tante ambasciate e degli uffici delle nazioni unite. Un altra mia carissima amica lavora da quelle parti. Per Fortuna é lei che riesce ad inviarmi un sms chiedendomi come stavo: primo elemento di sollievo.
Passano due ore in cui i telefoni sono muti, le linee sono interrotte e non riesco a mettermi in contatto con nessuno. Alle 12 e 30 le mia amica della facoltà di diritto che avevo provato a chiamare piu volte riesce a farsi viva con un altro sms. Poi piano piano i pezzi si ricompongono ed il sollievo fa capolino, nessuno che conosco é stato direttamente coinvolto.
Direttamente appunto, perché indirettamente lo siamo stati tutti. Anch'io che tra 10 giorni vado via, ma che ho visto colpire un luogo da me molto frequentato ed un autobus di studenti universitari che prendo spesso e volentieri.
Alle 15 e 30 esco per andare all'IIC. La caotica e disordinata Algeri sembra una città fantasma. Pochissima gente in strada, ancora meno all'istituto per frequentare i corsi. Tengono banco discorsi colmi di rabbia, tristezza e rassegnazione. Negli occhi degli algerini si legge un fatalismo frutto di 15 di terrorismo, anni in cui si esce per andare a lavoro o a scuola e 999 volte su 1000 si ritorna. Ma ci puo stare di non tornarci.

Questa é la differenza tra guerra e terrorismo qui ad Algeri. Nel 1992 la gente nn usciva quasi di casa. Si era in guerra. Oggi non si é piu in guerra, la città é viva e pulsante, vive, passeggia, esce, lavora e studia. Ma poi capita quello che é successo martedi, o ancora l'11 aprile. Ancora l'11.
Martedi sera le strade sono ancora piu deserte se e possibile e negli occhi della gente si legge una tristezza senza limiti. Ma mercoledi mattina la vita riprende come sempre e i discorsi restano quelli di sempre, tranne qualche piccolo accenno...questa é l'Algeria!!!
L'Algeria é una terra bella e affascinante piena di contrasti e contraddizioni. La sua capitale ne é il simbolo. Dove laicità e bigottismo si scrutano, si guardano in cagnesco e si studiano da lontano, dove materialismo e spiritualismo convivono non senza difficoltà. Terra in cui i givani cercano di imparare più lingue possibili per provare ad affidare il proprio futuro alla sponda nord del mediterraneo...
Questa é l'Algeria, o meglio uno spaccato di questo grande ed affascinante paese. CI saranno tante altre Algerie che io per il momento non conosco...
Ma tra qualche giorno c'è l'Aid
E si sgozza il montone...
5 commenti:
Bellissimo post Mimmo...
Veramente, commuovente...
Sono contento e sollevato che tu e tutte le persone che conosci stiate bene...
Sono sconvolto da quello che e' successo ad Algeri...
Ste, da Eskandereia (dove la gente raduna i montoni per le strade e pensa gia' a sgozzarli e mangiarseli per l'Aid)
Poteva andare sicuramente peggio ma...come dire, Mimmo, ti ha salvato il project work!
Uhm...a parte gli scherzi, effettivamente queste terribili esperienze, se vissute in prima persona, toccano davvero nel profondo.
Da Roma ad Algeri è tutto per il momento.(il mio p.w. mi chiama!)
Mimmo!
Sono contenta che stai bene e anche i tuoi amici!
Ero molto preoccupata quando Elena e Grazia mi hanno raccontato a casa quello che aveva successo in Algeria.
Il PW come ha detto Grazia, ti ha salvato la vita!!!
Purtroppo la violenza sta in tutta la parte e in tutti i modi possibili. Si... sono d'accordo con te che ci sono tante Algerie per il mondo... La America Latina è un Algeria tutti i giorni! Ma poco se sa qui in Europa, è troppo distante, c'é un oceano intero da attraversare.
Ma noi, che siamo ancora sognatori e ideologici dobbiamo fare lobbying e provare di fare qualcosa per salvaguardare i diritti umani e aiutare le persone a vivere meglio. Utopica io???
Se non siamo noi a provare, certamente l'altri farano.
Penso che tutta quella roba di giornalismo per lo sviluppo che sto scrivendo per il PW stanno finendo con il mio materiale griggio... sta brucciando tutto qui dentro del mio cervello....
aiutoooooo
Mancano alcuni ore per consegnare il PW!
Domani... bevo tutte le botilgie di vino che trovo davanti a me!
beijinhos...
Da churrascaria gaudéria!
Il nostro povero Mimmo....Post very impressive che ti ripaga di tutti i mesi di silenzio sul nostro blog che stenta ad avviarsi allo sviluppo..
Il project work salva la vita un po' a tutti...E ci fa capire quanto è importante che il nucleo resti sempre unito!
Eravamo tutti preoccupati, speriamo di riabbracciarci presto!!!!
Baci
Ele
....in questi gg, anche se ci siamo sentiti, non ti ho detto niente riguardo questa bruttissima esperienza, e solo ora, leggendo ciò che è accaduto e di cui non ero a conoscenza perchè un pò fuori dal mondo causa P.W., ma non solo,mi dispiace di non averti potuto star vicino...
ad ogni modo, ne parliamo appena ci sentiamo...c.que il tuo post mi ha molto colpita...a presto, Sabry
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